vi presento il blog dei parmamici uth e noos.
"home-post" fisso, ma il resto è aggiornato. navigare per credere. o meglio push.
i commenti di nonna doda mentre guardavamo sin city:

"ecco lì! cusse fan?"

"uppalà! eheheh!"

"ah ah ah!!!"

"che naso!!!"

"ma che orecchie! ih ih!"
dopo la fine del film cambio canale, danno la fiera della vanità:

nonna doda: "ma che roba! che film è??"
ieri sera ho visto scoop. ho avuto un sorriso goduto stampato sulla faccia per tutto il tempo, a tratti mi sono spanciata dalle risate. di paragoni a misterioso omicidio a manhattan e match point ne ho letti fino alla nausea. se scoop non raggiunge il livello di questi due film, e di certo non quello dei capolavori degli anni '70, supera quantomeno le ultime commedie sfornate dalla prolifica mano di woody fino all'anno scorso. la trama giallo-noir è solo lo sfondo per la serie di situazioni tragicomiche in cui allen getta i suoi personaggi. allen si diverte a citare (il giornalista appena defunto cerca di corrompere a mazzette una morte tuta bergmaniana) e ad autocitarsi, ci offre una manciata di battute memorabili (che non vi voglio anticipare) e torna a divertirsi dietro la macchina da presa senza troppe pretese. il risultato è un film spassoso e avvincente, a meno che...
...a meno che non ragioniate così. questa è solo una delle varie recensioni negative che ho letto, e mi ha fatto parecchio sorridere. mister mckenzie, così si chiama l'autore, prende sul serio una frase evidentemente ironica in cui il regista afferma che se deve andare a vedere una partita degli yankees non perde tempo a fare il secondo ciak di una scena venuta male. e in sostanza sostiene che questo film è fatto con i piedi. perché? ce lo dice il perché. in una scena un personaggio stringe la mano a un altro, e nell'immagine successiva deve ancora stringergliela. a parte che né io né nessuno dei miei amici l'ha notato. a parte che se mai è colpa del montatore. a parte che qualunque film è pieno di questi errori (hitchcock su tutti ne offre un elenco interminabile, ho fatto una lezione solo su questo o_O'). poi nota un altro 'errore': la scena dell'inseguimento è ambientata di giorno, e nella scena successiva, quando syd e sandra stanno ancora correndo, è notte. cosa chiaramente voluta per rendere l'effetto comico della battuta che coincide con l'inizio della scena notturna, "lo sapevo che aveva preso l'altra direzione". il nostro mckenzie critica anche la trama, perchè non quadra che la giornalista chieda aiuto a allen all'inizio del film. questo tipo di critiche non le sopporto. è un documentario? è un film realista? è una biografia? voglio dire, c'è un tizio defunto che parla con la morte e torna a nuoto sulla terra per apparire nello smaterializzatore del mago splendini. secondo voi c'è da andare a vedere se ogni passaggio della storia è realistico? la giornalista chiede aiuto al mago perché le va così, e perché il film se no non esisterebbe, punto. il nostro amico non ha ancora finito, se la prende perchè nei film allen è sempre fidanzato con delle balde giovini, e secondo lui questo è sostanzialmente accettabile nella vita reale del regista perché è ricco e famoso, ma non nei suoi film dov'è uno sfigatello. poi se la prende perchè i personaggi interpretati da woody sono sempre uguali. non mi sembra una novità. anche il woody di misterioso omicidio a manhattan era uguale a tutti i film precedenti, eppure quello è un capolavoro. la realtà è che se interpretasse un personaggio diverso non sarebbe più credibile, e tantomeno divertente. in scoop syd ci fa ridere perchè lo conosciamo già, senza bisogno che venga caratterizzato partendo da zero conosciamo già le sue nevrosi, le sue manie, la sua ironia. dove sta scritto che in ogni film il personaggio dovrebbe trasformarsi per far ridere? sicuramente non sui libri su chaplin e totò. per finire, ciliegina sulla torta, mckenzie si domanda come sia possibile che il pubblico di allen e tutta la critica europea e italiana, abbiano accolto positivamente il film. mah, che idioti tutti, a volte! meno male che c'è lui che ne sa. il suo articolo si chiude così: "è più facile continuare a versare fiumi di inchiostro per un ‘has been’ piuttosto che cercare i nuovi woody allen tra i registi e interpreti trentenni". che, devo ammettere, è una bella frase ad effetto. ma dove sarebbero qusti nuovi woody allen trentenni?
se la gente pensasse solo a divertirsi senza tanto acidume mentale...
quest'anno ho avuto modo di vedere dal vivo alcuni dei miei artisti preferiti in assoluto. e dato l'andamento piuttosto monotono degli ultimi post, sapete che ben harper e i pearl jam si contendevano il primato per il concerto dell'anno. beh, in poco più di due ore tutti i miei dubbi sono stati spazzati via. la risposta è: nessuno dei due.
lui non è mai stato tra gli artisti che amo con la a maiuscola, cioé quelli che ti capitano sulla strada proprio nel momento in cui ne sentivi il bisogno senza saperlo, e in modo a volte impercettibile ti fanno cambiare rotta. non conosco tutta la sua musica, e ho sempre apprezzato, ma senza quel particolare coinvolgimento, la parte che conosco (con l'eccezione di quelle tre canzoni).
affettivamente parlando, quindi, le premesse non erano esattamente a suo favore. ma dopo i primi cinque minuti avevo già capito che lo spettacolo che si stava materializzando a pochissimi metri da me era una delle cose più meravigliose a cui avevo - e avrei - assistito in tutta la mia vita.
più che un semplice concerto, un'enorme, spassosissima festa in onore del folk. insieme a lui diciassette intrattenitori, insieme a me diecimila partecipanti. ciliegina sulla torta, anzi in mezzo alla crema, due di quelle tre canzoni di cui sopra.
forse lo ritengo il concerto migliore dell'anno perché ho visto ben harper da troppo lontano e i pearl jam a intermittenza. o forse perché ani difranco non ha portato il suo pancione in italia. già. ma forse sarebbe stato il concerto dell'anno in ogni caso, potrebbe essere anche quello della vita. magari lo è e lo rimarrà.
i fan di vecchia data li lascio dire. a me mi piace il folk.

[le foto sono come sempre copiràtti del dodo]